
Amici, colleghi, concittadini e voi che siete qui per il puro piacere di scrollare, confessiamocelo: viviamo in un mondo dove la serietà è spesso più un’arma che un valore. E non parlo di quella serietà che ci fa consegnare i progetti in tempo o pagare le tasse. Parlo di quella seriosità imposta, la stessa che fa inarcare un sopracciglio di fronte a una battuta, come se il destino dell’universo dipendesse dalla gravità del nostro post. 🤦♂️
C’è un tipo di persona, e ahimè ne incrocio fin troppi (spesso nel mio stesso settore, che triste ironia!, e sia qui che su X – oggi un paio), che si erge a paladino del “sacro” e dell’intoccabile.
Ogni tentativo di alleggerire l’atmosfera, ogni barlume di ironia, viene accolto con la stessa gioia con cui si riceve una multa salata.
Sono i custodi del “si fa così e basta”, quelli che confondono la serietà (quella buona, onesta, che ci permette di fare un lavoro degno) con la seriosità (quella che ti fa venire un’ernia solo a leggere un commento).
Questi campioni della gravitas sono spesso quelli che “sanno tutto”, ma solo quello. E, nel loro infinito sapere monolitico, trovano inspiegabilmente difficile ridere, soprattutto di sé stessi.
Per loro, l’autoironia è un concetto alieno, roba da “stupidi” o “superficiali”. E se osi sorridere, beh, sei automaticamente classificato come non degno di dibattito.
Il vero dramma è che, spesso, sono proprio coloro che dovrebbero maneggiare la parola con maestria a perdersi in un bicchier d’acqua linguistico, offendendosi se qualcuno fa notare una piccola scivolata. Dimenticando che la capacità di esprimersi, di “prendere con” le parole, è il primo passo per “comprendere”. E che se non sai parlare, forse non sai nemmeno pensare (o almeno, non in modo così brillante come credi).
Quindi, la prossima volta che vi imbattete in un “serioso cosmico”, ricordate: non è il vostro umorismo ad essere sbagliato. È solo che, forse, sono un po’ troppo impegnati a prendersi sul serio per capire che la vita (e il lavoro!) è un po’ più divertente se ci si permette di ridere, anche delle peggiori cose.
Ma questo, purtroppo, non è ancora quel mondo… Forse in un altro universo parallelo. ✨
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