✒️ Libro del Firewallato

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🔐📖 IL LIBRO DEL FIREWALLATO è online.
Sì, ho scritto un testo sacro. Ma non preoccupatevi: si può leggere senza inginocchiarsi, anche se a volte lo si fa lo stesso (davanti al SIEM in crash).
In tempi cupi, dove le tensioni geopolitiche fanno più rumore dei droni e meno chiarezza dei log, ho pensato che un sorriso – meglio se cifrato – fosse l’unico modo per rimanere umani. E vigili.
Perché sì: la cybersecurity non va in vacanza durante la guerra. Anzi: è proprio lì che serve di più. Quando i sistemi d’arma diventano prodotti IT con la licenza scaduta, e il caccia che stai pilotando decide che è ora di aggiornarsi… a Spotify.
📌 Dalle armi smart alle alleanze traballanti, dai droni ballerini ai vendor “ispirati”, questo testo racconta – in stile biblico e tragicomico – come il cybercrime sopravviva a tutto, mentre noi ci arrangiamo tra patch, pentest e miracoli.
🔽 Leggilo per ridere. O almeno per capire se il tuo firewall è già diventato apocrifo.

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✒️ Libro del Firewallato

“In principio era il bug. E il bug era presso il codice. E il codice crashò.”

Introduzione – Perché un Testo Sacro sulla Cybersecurity (E perché ora)

In un mondo dove si discute di pace con la stessa serietà con cui si accettano i cookie sui siti, e le guerre si combattono a colpi di tweet, droni e aggiornamenti firmware, nasce questo libro. Non per salvare l’umanità – ché per quello servirebbe un backup del buonsenso – ma per fornire una modesta guida spirituale (digitale) a chi si trova ogni giorno a combattere non solo col malware, ma con la convinzione del capo che “tanto abbiamo l’antivirus”.

Il Libro del Firewallato non è un manuale tecnico. È un cantico ironico, un vangelo laico per i devoti del SIEM e i martiri del patching, un decalogo (anzi due) per chi sa che la vera Apocalisse non arriverà coi cavalieri, ma con un click su “abilita macro”.

Con linguaggio sacro e contenuti demenziali (ma ahimè realistici), questo testo vuole illuminare, con sarcasmo e log di sistema, la verità che pochi vogliono accettare: la cybersecurity non è solo per tempi di pace. Anzi, è nei tempi di guerra che il bug diventa bomba, il drone si ribella e l’alleato diventa fornitore con NDA a tempo.

Se ridi, capisci. Se capisci, forse sopravvivi. Se sopravvivi, cambia tutte le password.

E ora che il firewall è stato benedetto… si cominci.

AES-men.


Capitolo Primo – Dell’Origine dei Flag e del Popolo Smanettone

  1. E fu sera e fu mattina: era la Cyber Era.
  2. E i popoli della terra avevano smesso di lanciarsi pietre e PDF firmati, poiché avevano scoperto il Wi-Fi.
  3. E dissero: “Facciamoci guerra, ma in modalità stealth, e con pacchetti UDP.”
  4. E nacquero i botnet, e il phishing, e il ransomware, e lo zero-day che attendeva come serpe nel codice.
  5. E il verbo si fece exploit, e si annidò tra le macro di Excel.
  6. Ma tra gli uomini sorse il Profeta del Patch, detto anche CISO l’Altissimo, e parlò:

“O voi, smanettoni e utenti dalle password deboli, non avrai altro backup all’infuori di me, non lascerai aggiornamenti in sospeso, né cliccherai su allegati che promettono ricchezze nigeriane.”

Capitolo Secondo – Della Guerra che Non Si Vede

  1. E quando le nazioni entrarono in tumulto, e le alleanze si sfaldavano come cookie in browser non sicuri,
  2. I droni presero il volo, i satelliti tremarono, ma nessuno verificò i certificati SSL.
  3. E un drone cadde, non per fuoco nemico, ma per aver accettato un aggiornamento Windows.
  4. E fu pianto e stridor di firmware.
  5. E i generali si radunarono nella Sala della Guerra e dissero:

“Chi ha autorizzato l’update automatico?”

  1. Ma nessuno rispose, poiché il reparto IT era in ferie non pianificate.
  2. E si scoprì che le armi smart parlavano ancora in Telnet.
  3. E i missili smart puntavano a coordinate che recavano il nome: “Test123.csv”.

Capitolo Terzo – Delle Forze Oscure e dei Criminali Non Allineati

  1. E giunsero i nemici, non più vestiti d’acciaio, ma con tastiere meccaniche e avatar anime.
  2. Essi non marciavano, ma tunnellavano. Non urlavano, ma sniffavano pacchetti.
  3. Penetravano i sistemi, alteravano firmware, e rubavano i piani del Ministero attraverso una chiavetta USB chiamata “Presentazione Finalissima V3.pptx”.
  4. E alcuni furono chiamati “APT”, e venivano da Oriente e Occidente, da Estremo Est e Medio Supporto.
  5. E nessuno seppe chi li comandasse: erano lì per profitto, vendetta, e punti esperienza.
  6. E quando anche le stampanti si unirono alla ribellione, il panico si diffuse tra gli analisti.

Capitolo Quarto – Della Piaga del Tampering, del Jamming e delle Arme Smarte Tradite

  1. E il popolo chiese al Profeta:

“Come proteggeremo i nostri droni, le nostre reti, i nostri forni a microonde da attacchi malevoli?”

  1. E il Profeta rispose:

“Con crittografia hardware, autenticazione multi-fattore, segmentazione delle reti e un firewall che superi i dieci comandamenti.”

  1. Ma alcuni dissero: “È troppo caro.”
  2. E il Profeta li maledisse, dicendo:

“In verità vi dico: piangerete lacrime di log e sysdump quando il drone vi si rivolterà contro perché il produttore era un venditore di frullatori.”

  1. E così accadde.
  2. I sistemi di difesa furono compromessi da jamming RF fatto con un microonde aperto.
  3. Un attacco man-in-the-middle intercettò un ordine d’attacco e lo trasformò in “inviare selfie al comando”.
  4. E i generali persero ogni autorità, poiché le GIF circolanti dei loro droni ballerini minavano la disciplina.
  5. Ma una domanda sorse tra i guerrieri: “Cosa accade se il fornitore dell’arma è anche la nazione nemica?”
  6. E il Profeta rispose:

“In verità, vi dico: chi affida i missili a firmware controllato da alleati incerti, merita che il caccia si trasformi in scooter.”

  1. E fu così che un caccia supermoderno, in mezzo al cielo, ricevette un update che lo convertì in modalità ‘modalità demo per fiere’.
  2. L’autonomia scese a 3 minuti. Il radar mostrò solo cartoni animati.
  3. E l’unico bottone rimasto funzionante apriva Spotify.
  4. Da allora si disse: “Non di sola interoperabilità vive l’alleanza.”

Capitolo Quinto – Della Rivelazione della Cyberdifesa e del SIEM che Tutto Vede

  1. Allora il Profeta salì sul monte del SOC, connesso via VPN a doppia autenticazione, e dettò le Tavole della Cyberdifesa.
  2. E disse:

Non confiderai in chi dice: “È tutto su cloud, tranquillo.”

Ricorderai che “Military Grade” è spesso sinonimo di “fatto in fretta”.

Ogni device si autentichi prima di entrare in LAN.

Ogni drone sia santificato con un firmware firmato e auditato.

Nessun vendor sia più potente del SIEM che tutto osserva e tutto logga.

Segmenta come se domani fosse martedì e tutto saltasse in aria.

Mai fidarsi di device venduti in stock su Telegram.

I backup devono essere tre, geograficamente distribuiti e comprensibili anche a un manager.

Il pentesting sia costante e doloroso come l’inflazione.

L’unico sistema sicuro è quello spento. Ma anche spento, controllalo lo stesso.

Non confiderai in chi dice: “È tutto su cloud, tranquillo.”

3. E i sysadmin si prosternarono e dissero: “Abbiamo peccato, o Log del Signore.”

4. E da quel giorno, ogni comando fu auditato, ogni alert riverificato, e il patching divenne liturgia.

Capitolo Sesto – Della Guerra Cibernetica e delle Armi che Si Voltano Contro

  1. In tempo di guerra, il bit vale più del proiettile.
  2. Un solo byte modificato nel software di volo, e un drone amico può diventare ballerino.
  3. Un solo flag disattivato nel sistema radar, e il nemico scompare come PowerPoint prima del convegno.
  4. E accadde che un alleato ritenuto fidato disattivò a distanza, tramite aggiornamento occulto, le funzioni d’attacco di un intero squadrone.
  5. L’intervento fu chiamato “manutenzione straordinaria”, ma produsse solo impotenza bellica e imbarazzi geopolitici.
  6. E sorse il dubbio: possiamo fidarci delle armi che non controlliamo fino al bit?
  7. E fu stabilito un principio sacro: chi non audita, sarà auditato dalla sorte.
  8. E si moltiplicarono i progetti per “autarchia cibernetica”, ma finirono quasi tutti in PowerPoint dimenticati nei desktop dei ministri.

Capitolo Settimo – Del Cybercrime che Sempre Sopravvive, Anche alle Guerre

  1. Mentre le nazioni tremavano, e i bilanci si facevano austeri,
  2. I cybercriminali festeggiavano la confusione.
  3. Acquistavano exploit da forum segreti, e rivendevano credenziali come se fossero mandorle al mercato.
  4. E offrivano ransomware-as-a-service, con dashboard, supporto clienti e certificazione ISO-furto.
  5. In tempo di pace, minavano criptovalute. In tempo di guerra, sabotavano logistica e propaganda.
  6. Essi erano liberi da vincoli etici, commerciali e di GDPR.
  7. E avevano sempre il Wi-Fi migliore.

Capitolo Ottavo – Della Speranza nel Logging e del Futuro che Va Monitorato

  1. Ma tra i popoli sorse un manipolo di resistenti, che credevano ancora nella sacra trinità: backup, MFA e monitoraggio continuo.
  2. Essi segmentarono le reti, blindarono le supply chain, e loggarono tutto, anche i sospiri del CEO.
  3. Nonostante le ironie dei manager, continuarono.
  4. E quando il grande blackout cibernetico colpì, furono loro a riaccendere i server.
  5. E i popoli gridarono: “Sia benedetto il team IT!”
  6. Ma loro risposero:

“Aspettate almeno che finiamo di controllare i log.”

Epilogo – Dell’Acronimo Sacro: FIREWALL

Fedeli alla patch Incorruttibili nei log Resistenti al reboot Eterni nell’alert Watchful sui pacchetti Autentici nella policy Luminosi nel darkweb Legittimi davanti al SIEM

E così sia scritto, e così sia documentato.

AES-men.


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